domenica 20 maggio 2012

LA LOTTA CONTRO L'OMOFOBIA IN IRAN 


La lotta contro l'omofobia, purtroppo, è ancora lunga. Una dimostrazione di quanto ci sia ancora da fare, è ciò che avviene ai gay iraniani. Il giornale “La Repubblica” ha raccolto le testimonianze di molti ragazzi attraverso il sito Manjam.com, utilizzato per conoscersi. Riporto di seguito alcuni commenti.

"Se la polizia viene a sapere che hai una relazione, ti possono impiccare. Essere gay è terribile e sei costretto per tutta la vita a nasconderti dietro a una maschera. Non abbiamo una buona reputazione e spesso chi viene a sapere del nostro orientamento sessuale pensa che siamo malati e che abbiamo l'Aids".

"Con due amici eravamo a Teheran, in gita. La polizia ci ha fermati per un controllo e hanno frugato nelle nostre borse. Quando hanno trovato i cellulari, hanno preteso di leggere tutti gli sms, per trovare le prove della nostra omosessualità".

"Ogni effusione pubblica è proibita - racconta - Possiamo uscire insieme, ma non dobbiamo in alcun modo dare a vedere che siamo gay. Nei locali, come il T2, capita di conoscere qualcuno. Ti invitano al loro tavolo a bere qualcosa".

Ci sarebbe da aggiungere altro. Io sono convinto che un' atteggiamento positivo è fondamentale, ma certe situazioni si devono denunciare. Per questo dobbiamo renderci visibili, noi che viviamo in un paese “abbastanza tollerante”, dobbiamo farlo anche per loro. Hanno bisogno di sapere che non sono soli e dimenticati.



1 commento:

  1. purtroppo neanche il nostro paese è tollerante: non ti impiccano ma ti ammazzano di botte, ti fanno mobbing, ti tagliano fuori dalla vita sociale.
    Tanto qui quanto in Iran o nel resto del mondo bisogna cominciare a cambiare la testa delle persone.

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